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La P.A. Croce
Viola Milano, nasce a Milano intorno al 20 Novembre 1949
da un gruppo di volenterosi che avevano un chiaro obiettivo comune:
“il Sociale".
Fu dedicata alla memoria di Elio Agresti,
deportato nei campi di sterminio nazista e residente a Dergano.
Da allora la P.A. Croce Viola Milano comincia essere operativa nella
zona nord di Milano.
In seguito, il Comune di Milano, fece installare le famose colonnine
che erano collegate via telefono con la centrale dei Vigili Urbani.
La Croce Viola è quindi operante 24 ore su 24, avendo come
riferimento la colonnina di p.le Maciachini.
Nella
foto: Via Monte SanGenesio nel I° dopoguerra
Passano gli
anni e la P.A. Croce Viola Milano cresce. Aumenta il
numero delle ambulanze e dei volontari e
così anche il numero dei servizi effettuati.
Con l'incremento del traffico, aumentano purtroppo anche gli incidenti
stradali, fortunatamente non sempre con conseguenze gravi. Gli abitanti
delle zone Dergano - Bovisa - Affori - Bruzzano e Niguarda, conoscono
perciò molto bene la P.A. Croce Viola. Da quando opera sul
territorio è in grado di offrire ai cittadini
qualità e
soprattutto serietà nei servizi prestati.
Alle feste di quartiere la Croce Viola è diventata
un’istituzione, sempre presente con raccolta di fondi, pesche
di
beneficenza, assistenza a gare podistiche o ciclistiche. Organizza per
la cittadinanza dei corsi di primo soccorso e qualsiasi altro tipo di
manifestazione.
Storia dei primi 10 anni
della P.A. Croce Viola Milano
raccontata dal Sig. Remo Vecchi, figlio di Romualdo Vecchi
1° Presidente e fondatore: dal 1949 al 1959
La P.A. Croce
Viola Milano
– Dergano, nasce nel primo dopoguerra da un gruppo di amici
che
avevano partecipato e contribuito alla lotta di Liberazione del Paese.
Il leader di questo gruppo di amici si chiamava Romualdo Vecchi.
Nella
foto: Chiesa di piazza Dergano nel I°
dopoguerra
In un primo
momento era
stata creata una Società di Mutuo Soccorso, intitolata ad
Elio
Agresti, che era stato uno del gruppo e che purtroppo a causa di una
spiata fu prelevato dai fascisti nottetempo nella sua abitazione di Via
Bonomi a Dergano e deportato in Germania. Il povero Elio non fece
più ritorno in Italia. Lo scopo, ( almeno per il momento )
era
quello di mutuo aiuto tra i soci in caso di necessità.Si
versavano delle quote settimanali di modo che se per malattia,
infortunio o altri eventi che potevano verificarsi e non permettevano
di percepire salario, la Società contribuiva con un piccolo
sussidio giornaliero che in ogni modo era piccola cosa.
La sede della Società era sempre ubicata presso qualche
trattoria della zona che per quei tempi era normale. Di sedi ne sono
state cambiate parecchie, dalla mitica
“Montagnetta” di Via
C. Brivio con annesso gioco delle bocce alla ancora più
mitica
“ Bersagliere “ di Via C. Imbonati ang. Via C.
Abba, sempre
con gioco delle bocce e salone superiore.
Il momento non era dei migliori. La guerra era appena finita, lavoro
poco e fame tanta. La povertà imperava e la vita sempre
più dura. Nonostante ciò, il Presidente aveva
idee
sicuramente troppo grandi e azzardate per allora. Ci voleva coraggio,
molto, per mettere in pratica quello che aveva in mente. Pensava
infatti che il quartiere avesse la necessità di qualche cosa
di
veramente importante. Maturò quindi l’idea di dare
a
Dergano, ai Derganesi e non solo, una Società di Pronto
Soccorso
con ambulanze, in modo che, in caso di urgenza, i cittadini avessero a
disposizione un mezzo di pronto intervento.
I soci e gli amici avevano la massima stima e fiducia delle
capacità del loro Presidente e perciò con
l’ausilio
del loro incoraggiamento e sostegno diedero il via al progetto.
La vecchia Società di Mutuo Soccorso cambiò
denominazione
e intorno al 20 novembre 1949, nacque la “Pubblica
Assistenza Croce Viola Milano – Dergano
“, con sede in Via G. Guerzoni 42.
Costituita con tanto di Statuto e regolamento, non aveva naturalmente
scopi o fini di lucro. Apolitica e apartitica, anche se per quanto
detto all’inizio, era evidente che buona parte dei Soci
fondatori
provenisse da una certa parte. Per dire il vero, ad un certo punto la
politica cercò di infiltrarsi ma la ferma e decisa
opposizione
del Presidente e dei Soci bloccò ogni tentativo di
intrusione.
La nuova sede era degna di questo nome, finalmente! Non era il massimo
ma quasi.
Era composta di un ufficio con tanto di telefono, anzi 2 linee
telefoniche con i numeri in vigore ancora oggi, uno spogliatoio /
dormitorio con 6 letti per la notte, un salone con annesso bar,
biliardo, ping pong, flipper e televisione in b/n.
A questo punto, con l’aiuto degli Esercenti, delle piccole
Imprese del quartiere, con un po’ di autotassazione da parte
dei
Soci e dei Derganesi tutti, iniziò l’operazione
Autolettiga. Fu acquistato presso la Concessionaria Fiat Ghizzoni di
Via P. Sarpi a Milano, un autotelaio Fiat 1100, successivamente
carrozzato ambulanza dalla Carrozzeria F.lli Schieppati di Affori.
L’inaugurazione dell’autolettiga, con la
benedizione del
Parroco Don Achille Veronelli e madrina la Sig.ra Zaini, titolare
dell’omonima ditta, avvenne nel 1952 presso i locali della
stessa
ditta Zaini, sita in Via C. Imbonati. Tenne il discorso di
inaugurazione l’On. Cavallotti, primario del reparto di
pediatria
dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano.
 
Nella
foto di sinistra: L’Autolettiga fu chiamata
“1“.
Nella foto di destra: Inaugurazione Viola 1, siamo nel 1952
Successivamente
fu acquistata presso un Ospedale una seconda ambulanza che
però
per sua sfortuna ebbe vita breve e naturalmente fu chiamata “
2
“.
Nella foto: Viola 2
La concorrenza con le altre Croci era notevole. Le entrate poche e le
uscite tante. Bisognava lavorare ad ogni costo per sopravvivere. La
calma e la diplomazia del Presidente e della Società seppero
gestire bene i rapporti con tutti gli enti preposti allo scopo.
Giunse quindi il tempo di una terza autolettiga. Era la fine del mondo!
Carrozzata fuori serie da “ Fissore “ di Savigliano
( CN ).
La più bella ambulanza sulla piazza di Milano.
L’orgoglio
della Viola, l’ultima Croce nata ma che per vari motivi non
era
digerita da molti. Era dotata di lettino a pantografo, ossigenoterapia,
faro illuminante sulla portiera per vedere bene i numeri civici di
notte. Si chiamò naturalmente “3“.
Con
tanti e tanti sacrifici da parte della Società e con il
notevole
contributo della cittadinanza, arrivò anche la quarta
autolettiga.
Si trattava di una Fiat 600 Multipla, progettata ambulanza. Era un
mezzo veramente pratico per la città, anche se il comfort
lasciava a desiderare. Purtroppo occorreva accontentarsi! Fu chiamata
“ 4 “.
La tenne a battesimo la dott.sa Maria Teresa Pesenti Perazzi, titolare
dell’omonima farmacia che allora era in p.za Dergano. In suo
onore, il proprio nome fu scritto sul fronte dell’ambulanza :
MIMA.
Nella foto: Viola 4 e il Presidente
Il
2 giugno di ogni anno la Viola celebrava la festa del Volontario e
tutte le Consorelle milanesi e di altre città, specialmente
liguri, erano invitate a partecipare alla manifestazione.
Si premiavano i Volontari più attivi, le Croci che
intervenivano
con il gruppo più numeroso o quelle che venivano da
più
lontano ecc ecc. Numerosi furono gli attestati di simpatia, benemerenza
e solidarietà da parte delle varie
Consorelle ma un ringraziamento particolare va alla Pubblica Assistenza
Antonio Burlando di Genova, legata alla Viola da spirito fraterno.
Siamo arrivati al 9 dicembre 1959 e purtroppo qui finisce la bella
storia del Presidente fondatore e della sua Croce Viola causa la sua
morte.
Nella foto: La Befana in Croce
Viola
Remo Vecchi

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